Luca Lovisolo
@lucalovisolo
L'attualità internazionale per chi non si accontenta delle opinioni. Autore di «Gli imperi non vogliono morire», «Il progetto della Russia su di noi». www.lucalovisolo.ch/panorama
Terzo promemoria sulla Crimea: la vicenda degli italiani di Crimea, una presenza spesso dimenticata eppure importante, nella storia di quel territorio. Gli immigrati italiani condivisero il triste destino degli altri popoli non russi. * Il libro si trova sul mio sito o su Amazon.
L'Ucraina è una raccolta di occasioni perdute, per l'Occidente: in quattro anni e mezzo di conflitto, la lista delle opportunità in cui l'Europa e USA avrebbero potuto fare di più si allunga. * Grazie a tutti coloro che acquistano e recensiscono il mio libro «Gli imperi non vogliono morire»
A un anno e mezzo dalla salita al potere di Donald Trump, rispetto a Ucraina ed Europa, bisogna rimpiangere l'amministrazione Biden? * Grazie a tutti coloro che acquistano e recensiscono il mio libro «Gli imperi non vogliono morire,» dedicato ai miei viaggi in Ucraina. Sul mio sito o su Amazon
Il testo completo su Caminantes: open.substack.com/pub/caminant...
Perché ucraini e russi _non_ sono un unico popolo. Lo dissero persino degli insospettabili...
Ci toccano molto più da vicino di quanto pensiamo, le ragioni per le quali l'Ucraina non deve cedere il Donbas alla Russia, come pretende Mosca. Ecco perché. * Grazie a tutti coloro che acquistano e recensiscono il mio libro «Gli imperi non vogliono morire,» dedicato ai miei viaggi in Ucraina.
Intorno ai fatti di attualità internazionale si sentono analisi e commenti di ogni tipo: ecco un criterio utile per valutarne l'attendibilità. * Invito a iscriversi alla mia newsletter Caminantes, con analisi e approfondimenti dell'attualità internazionale. Link qui in biografia.
Al Forum di San Pietroburgo si presenta un documento sul futuro della Russia, e ci riguarda da vicino: ci mette di fronte al più grave errore che stiamo facendo sui fatti in corso tra Russia e Ucraina.
Dalla presenza russa alla Biennale di Venezia all'inchiesta di un quotidiano italiano sui sostenitori della Russia in Italia, fino alla parata del 9 maggio a Mosca: tutto ruota intorno al concetto di propaganda. Ecco perché oggi è più pericolosa che mai.
«Capii più di rivoluzioni in mezza giornata, accompagnando nel suo lento claudicare quel mite ex veterinario che ormai viveva raccogliendo documenti sulla ‘sua’ rivoluzione, di quanto si possa imparare da mille libri di storia. C’è sempre chi si appropria delle rivoluzioni altrui, prima, durante >
Differenziandosi dagli altri dirigenti dell'Est, Nicolae Ceaușescu si ritagliò con astuzia una posizione che gli permise di giocare un ruolo distinto dal resto del blocco comunista. Ciò non mitigò la durezza del suo regime, ma mise la Romania in una posizione particolare.
Perché ho scelto proprio la ruota del parco di Černobyl’, per la copertina del mio libro «Gli imperi non vogliono morire.» Un intero capitolo del libro è dedicato alla visita alla zona in cui, quarant'anni fa oggi, avvenne il disastro nucleare. La ruota, però, porta con sé molti altri significati...
Anche il regime dell'Iran, al centro delle cronache in queste settimane, ha una base ideologica che gli permette di proseguire nonostante il succedersi dei suoi dirigenti. Un aspetto di cui tenere conto pensando alla Russia di oggi, per capire le differenze rispetto al passato.
Tra pochi giorni si ricorda il quarantesimo anniversario del disastro nucleare di Černobyl'. Al mio viaggio sui luoghi della catastrofe ho dedicato un intero capitolo del libro «Gli imperi non vogliono morire.» Ecco un estratto: «Sono già in hotel a Kyjiv, quando l’agenzia che organizza le visite >
«Pubblico queste pagine con amarezza. La guerra che oggi sferza l’Ucraina era prevedibile ed evitabile, dieci anni or sono e persino prima, se i governi, i media e le opinioni pubbliche avessero ascoltato chi ammoniva contro le intenzioni della Russia, ben note da tempo a chi studia quella parte >
Vista la curiosità suscitata dal precedente video, altre considerazioni sull'economia dei regimi dell'Est Europa, provenienti dalla mia esperienza di interprete. * Grazie a tutti coloro che acquistano e recensiscono il mio libro «Gli imperi non vogliono morire,» dedicato ai miei viaggi in Ucraina.
«I commentatori russi affermano che il governo ucraino sarebbe permeato di ideologie estremiste. Vorrebbe imporre a tutto il Paese l’uso della lingua ucraina, spinto da noi occidentali a odiare gli ucraini di lingua russa e la Russia stessa. Per prestare agli ucraini «l’aiuto fraterno» che >
I fatti del Medioriente non devono farci dimenticare la Russia. Siamo di nuovo in una situazione simile a quella dei decenni prima del Muro di Berlino? Alcune risposte. * Grazie a coloro che acquistano e recensiscono il mio libro «Gli imperi non vogliono morire,» sui miei viaggi in Ucraina.
«Una sera di primavera del 2014, dalla finestra di casa, guardo l’ultimo sole che si allunga sulle alture della Val d’Isone, compiacendomi che le giornate comincino ad allungarsi; intanto, sbircio il televisore. Sta passando il telegiornale della televisione di Stato russa. Ad un tratto, la >
L'Ungheria è d'attualità per la sua posizione verso la Russia e per le prossime elezioni. Così era L'Ungheria industriale, quando ci andai per lavoro pochi anni dopo la fine del comunismo. Se ha potuto risollevarsi, lo deve anche all'Europa che il suo premier oggi tanto disprezza.
«Dopo l’invasione della Georgia nel 2008, l’occupazione della Crimea e il sostegno ai moti nel Donbas fra il 2013 e il 2014, la Russia non si fermerà. Ha deciso di rompere con l’ordine mondiale fondato sul rispetto del diritto e delle istituzioni internazionali. Il filmato è solo uno dei tanti che >
Anche sui fatti di questi giorni si sentono interpretazioni discordanti: chi ha ragione, nei conflitti internazionali, ma soprattutto: quando una questione può dirsi davvero controversa, perciò difficile da decidere in base a torti e ragioni?
«Stalin impone la collettivizzazione delle terre: in Ucraina sorgono aspre resistenze persino all’interno del Partito comunista. Gli agricoltori ucraini non sono più in grado di produrre in autonomia; i kolchoz funzionano male, i trattori promessi da Mosca non arrivano, i proprietari che si >
Le rivolte in Iran, sinora infruttuose, e gli eventi di questi giorni fanno ripensare alle rivoluzioni dell'Est Europa che posero fine ai regimi comunisti. Ecco un'impressione avuta dall'incontro con un protagonista della sollevazione romena del 1989 e che ci aiuta a capire anche i fatti di oggi.
Ieri Caminantes era al 36° posto nella classifica di crescita tra le migliaia di pubblicazioni Substack che si occupano di attualità internazionale. Grazie a tutti.
I fatti dell'Iran sollevano questioni di diritto internazionale: questo video non risponde a tali interrogativi, ne parlerò insieme ad altri aspetti nel prossimo numero di Caminantes, ma contiene alcune indicazioni generali che è utile conoscere su questa particolare branca del diritto.
Grazie a tutti coloro che si stanno abbonando a Caminantes nella versione a pagamento. Le recensioni come questa aiutano, in un momento in cui seguire i fatti del mondo impegna più che mai: caminantes.substack.com/about
Sabato ho pubblicato su Caminantes un'analisi in cui evidenzio gli errori di fondo dei negoziati degli Stati uniti sull'Iran e sull'Ucraina, la cui conseguenza, come vediamo in queste ore, è il proseguire dei conflitti. Un lettore mi ha chiesto perché negoziatori a livelli così alti compiono tali >
«Ciò che mi interessava, viaggiando in Ucraina, era vivere sul campo questo insolito plurilinguismo spontaneo dei suoi abitanti. Noi, in Occidente, cresciamo in Paesi nei quali si parla una lingua sola, come l’Italia o la Germania – tutt’al più vi si trovano delle minoranze, come in >
Torno sulla questione dell'allargamento NATO alla fine della Guerra fredda: ecco perché Gorbačëv non avrebbe mai potuto accettare una «promessa di non allargamento a est» della NATO, anche se molta propaganda continua a sostenere che quella promessa ci fu e venne tradita dall'Occidente.